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Le strategie di Dionisio

Mappa: Mura Dionigiane

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Spedizione cartaginese
Dionisio
Le strategie di Dionisio
Il Castello
La sconfitta dei cartaginesi
Il Castello Eurialo nella storia
Storia delle Latomie

Dionisio, riconosciuto dai Cartaginesi signore di Siracusa e di buona parte della Sicilia, dopo avere scritto vincoli di amicizia con Sparta, si adoperò, per consolidare il proprio potere di fronte alle mene degli ottimati siracusani, e a fare grandi preparativi per la estrema lotta contro Cartagine. Egli sapeva bene che la pace conclusa non era altro che una tregua, e che, presto o tardi, Siracusa, con tutta la popolazione greca di Sicilia, sarebbe stata impegnata in una suprema guerra contro i Cartaginesi. Si accinse quindi con ardore a rendere Siracusa inespugnabile per mare e per terra, e ad infondere nell’animo dei Sicelioti la convinzione che solo l’opera di lui poteva fare argine all’irrompente invasione di Cartagine. Egli allora concepì l’ardito disegno di fortificare il colle situato sul culmine delle grande terrazza di Epipole, e di far partire da quella altura, per arrivare sino al mare, due lunghe muraglie poggiate sui ciglioni della terrazza stessa e parimenti sull’attigua terrazza del Fusco, per recingere ed includere tutto, nel perimetro della popolosa pentapoli.
Dionisio ricordava come, al tempo dell’assedio ateniese, le più gravi minacce a danno della città fossero provenute dalla facilità con cui l’oste nemica poté occupare il colle Eurialo e la terrazza Epipole; ed era questo che, nel prevedibile evento di un nuovo assedio, i Siracusani dovevano impedire ad ogni costo.
Si trattava di costruire un castello formidabile, in un punto strategico circondato da balze, e di erigere una città poderosa, che, aggiunta a quella già esistente lungo il mare, a difesa di Acradina e di Tica, portava il perimetro della città al colossale sviluppo di stadi 180 (circa Km 51); ma Dionisio non era uomo da arrendersi davanti alle difficoltà.
Nell’anno 402 a.C., egli radunò 60.000 robusti operai e contadini del territorio siracusano e, con l’aiuto di 6.000 carri, fece costruire, in solo 20 giorni, tutta la muraglia nord della terrazza di Epipole lunga 5 chilometri circa. L’opera poderosa, di cui tuttora si ammirano gli avanzi meravigliosi, fu costruita, come racconta Diodoro Siculo, fra l’entusiasmo dei Siracusani e coll’assistenza dello stesso Dionisio, il quale si recava dappertutto, incitando gli operai al lavoro e coll’esempio e con premi.
Successivamente egli fece costruire l’altra muraglia, sul bordo meridionale della terrazza di Epipole, poco lungi dal colle Temenite; e da lì, dovendo includere nella cerchia la Neapoli, eseguì quel colossale sbarramento ad angoli salienti e rientranti, di cui tuttora si ammirano gli avanzi di fondazione nel sottostante pianoro, chiamato oggi del Fusco, dal cui bordo, prospiciente verso la palude Lysimeleia, condusse sino al gran Porto la poderosa opera di difesa.
Il Castello Eurialo, che costituiva la chiave di tutta la formidabile opera concepita dallo Stratego Siracusano per lottare contro Cartagine, fu costruito, secondo le congetture di Holm, in cinque anni, e cioè dal 402 al 397 a.C. ed è in questa opera, chiamata meravigliosa dal Freeman, che Dionisio esplicò il suo talento di stratega, e tutto il suo fervore per la causa nazionale greca.

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