Home Page e-mail Link interezzanti Castello Eurialo
Regione Sicilia Comune di Siracusa Foto Semaforo

Il Castello Eurialo nella storia

Foto: Castello Eurialo

Premessa
Spedizione cartaginese
Dionisio
Le strategie di Dionisio
Il Castello
La sconfitta dei cartaginesi
Il Castello Eurialo nella storia
Storia delle Latomie

Le rovine del Castello, diedero luogo, sin dalle prime ricerche sulle antichità siracusane, a discussioni e divergenze di vedute tra gli eruditi.
Molti infatti ritenevano che quelle rovine appartenessero al Castello Labdalo e che il Castello Eurialo si dovrebbe cercare più a ponente, cioè nel poggio di Belvedere.
Giacomo Bonanno però dimostrò pel primo che le rovine esistenti sul colle Mongibellisi (così chiamavasi in quel tempo, con voce di origine araba, la collina del Castello) appartenessero al Castello Eurialo, menzionato da Livio; anche perché non si spiega come il Castello Eurialo si potesse trovare sul poggio di Belvedere, che è affatto sprovvisto di rovine.
Gli studi sul Castello entrarono in una fase veramente scientifica dopo che furono fatte migliori ricerche storiche e topografiche, furono fatte diverse pubblicazioni nelle quali, alle rovine di Mongibellisi, fu dato il nome di Eurialo; il Labdalo fu posto poco lungi dal Buffalaro, sul ciglione nord della terrazza, l’Esapilo fu supposto a levante, e cioè presso la contrada Scala Greca, sulla rotabile Siracusa-Catania.
E’ molto probabile che tale nome, che in greco ha il significato di ampio chiodo, borchia, fosse dato al piccolo poggio di Belvedere (su cui anni fa fu impiantato un semaforo), che per sua forma conica, elevantesi sul displuvio del colle, era visto dappertutto nel paesaggio siracusano e poté essere chiamato dai greci Euryalos, appunto per la sua apparenza di ampia borchia.
Ora bisogna notare che la terrazza siracusana della Epipole, avente forma quasi triangolare, limitata da balze e da ripidi pendii, si restringe enormemente laddove trovansi le rovine del Castello, tanto da formare una specie di istmo a schiena d’asino, che poi si allarga verso il poggio di Belvedere.
Adunque devesi supporre che tutto il colle fra Mongibellisi e Belvedere abbia preso il nome Euryalos dalla forma del caratteristico poggio ad esso sovrastante, e che il Castello fatto costruire da Dionisio, nella parte più stretta di quel colle, per sbarrare l’accesso della Epipole, sia stato chiamato successivamente con quel nome.
L’Euryalos fu la più grande fortezza del mondo greco, cinto da mura larghe, spesse circa due metri, alte dai dieci ai dodici metri, per una lunghezza di circa cinquantuno chilometri ed occupava una superficie di circa 15.000 metri quadrati.
Sotto di esso nella zona dell’Epipoli, sono state rinvenute delle gallerie che sono delle strade sotterranee, tutte lastricate, che portavano in diverse parti della “Pentapolis”.
Dionisio con le geniali fortificazioni della terrazza di Epipole, rivoluzionò il sistema antico delle difese aventi semplici cortine e torri. Alla difesa statica, quale era quella che si faceva con semplici torri, più alte delle cortine, destinate a respingere gli assalti, sostituì il sistema delle fortificazioni, poggiate sopra balze inaccessibili alle macchine, ovvero protette da opere avanzate e da fossati e postierle, che permettessero la difesa attiva e mobile, per attaccare gli assalitori per vie sotterranee, senza aprire le porte della città.
Il Castello, con lo insieme delle sue opere, si prestava benissimo per le sortite di grandi masse di truppe per una mossa offensiva, ed era in grado di proteggerne la ritirata, essendo esso posto a cavaliere della strada di tramontana facente capo ad un ingresso e dell’altra strada dal lato di mezzogiorno, che doveva immettere ad altro ingresso di una porta della Epipole posta nel sito dello attraversamento dell’attuale strada rotabile cosiddetta Sayarotta, che conduce a Belvedere. Non è perciò azzardato supporre che nel 395 a.C. parte delle milizie che assaltarono il campo di Imilcone siano uscite nottetempo da queste porte; e lo stesso puossi ritenere sia avvenuto contro Amilcare (326 a.C.), giacché i siracusano fecero una sortita per prevenire un assalto notturno, ed inflissero una nuova sconfitta ai Cartaginesi catturando il loro Duce. Ulteriori scavi e scoperte sulle colossali rovine potranno modificare o chiarire meglio i risultati sin qui conseguiti. Però, anche nello stato attuale, riescono assai affascinanti gli avanzi del formidabile Castello che, dopo un lungo assedio, il destino volle fosse ceduto, con l’onor delle armi, alla grande madre latina, allorché spegnevasi la potenza e la libertà di Siracusa ellenica, caduta nelle mani dei romani comandati dal console Marcello a seguito di inganni, tradimenti e leggerezze.

Premessa
Spedizione cartaginese
Dionisio
Le strategie di Dionisio
Il Castello
La sconfitta dei cartaginesi
Il Castello Eurialo nella storia
Storia delle Latomie